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149_nodo intermodale alla stazione FFS_Bellinzona

IL TERMINALE BUS

Il progetto prevede due zone destinate allo stazionamento dei BUS, il terminale BUS principale ubicato nella parte Sud del comparto, lungo Vicolo Nadi, con la possibilità di stazionamento simultaneo fino a 10 veicoli, e 4 stalli ubicati su Piazza Stazione per i BUS urbani in transito.
La scelta di ubicare a Sud del comparto il terminale BUS permette di ridurre il numero di veicoli che attraversano la piazza, liberando di fatto superficie pregiata per un uso maggiormente consono alla sua funzione (zona incontro); infatti il mantenimento dell’attuale terminale nella posizione attuale a Nord comporta il mantenimento di flussi secanti, in particolare nella zona antistante l’ingresso dello stabile viaggiatori, con conseguente riduzione della convivialità dello spazio pubblico ed incremento della conflittualità tra utenti deboli e traffico motorizzato (riduzione della sicurezza generale).
La configurazione e la disposizione delle componenti del nodo intermodale, ed in particolare la posizione del terminale BUS è orientata all’ottimizzazione degli spostamenti di trasbordo tra BUS e linee FFS attraverso il corpo scale e lift a lato del terminale e attraverso Piazza Stazione; inoltre la nuova strutture garantisce un’ottima visibilità e attrattività per i collegamenti da/per la città tramite i collegamenti trasversali verso Viale Stazione.
La disposizione della banchina di sosta e attesa del terminale BUS offre al veicolo la possibilità di stazionare già nella direzione di marcia (secondo la destinazione di partenza); per i veicoli diretti verso Nord l’accesso avviene da Via Daro; per contro i veicoli diretti a Sud accedono al terminale direttamente da Piazza Stazione.

LA PIAZZA STAZIONE

Parte fondamentale del progetto di massima, la piazza della Stazione è vista ora in una nuova prospettiva. La piazza conferma i caratteri dello studio di fattibilità, ossia la sua pedonalizzazione.
Una piazza che si vuole restituita ai cittadini e ai viaggiatori.
Il progetto prende in considerazione quanto indicato dalle commissioni federali e indicato dall’ISOS, ma al tempo stesso identifica un carattere architettonico contemporaneo, fatto di un nuovo modo di vedere la città.
Questo nuovo modo di leggere il tessuto storico ne conferma il valore e ne scarta gli elementi di disturbo che negli anni si sono accumulati, come polvere, sulle parti architettonicamente importanti.
Muri, pavimentazioni, elementi di arredo, alberature, edifici vengono integrati in un nuovo concetto di pedonalizzazione della piazza. Il nuovo muro di vicolo Nadi sarà realizzato con diverse pietre ticinesi, con una tessitura a correre e diversi toni di grigio.
La piazza viene letta nella sua integrità architettonica, fatta di edifici storici e di nuove strutture. Lo spazio architettonico tra gli edifici è la sua spazialità, il suo carattere. Carattere che viene marcato da una pavimentazione omogena in dadi di porfido che si estende tra gli edifici in modo uniforme. Una pavimentazione in lastre di pietra locale incise e impreziosite da un disegno a tessuto viene posata in corrispondenza dell’uscita del nuovo atrio della stazione e si allunga verso viale della Stazione. Una sorta di tappeto urbano che disegna un nuovo salotto della città. Come un grande arredo, fatto di pietra e di una tessitura di disegni che ne impreziosisce il valore. Uno spazio nuovo per la città. Un luogo nuovo della città, quindi, pensato per i cittadini e per le attività che si svolgono all’esterno della nuova stazione. Al tempo stesso, la città di Bellinzona si doterà di un luogo contemporaneo e innovativo, fatto di tradizione e di modernità che permette alla città di riscoprire le sue caratteristiche architettoniche che ne hanno fatto un sito apprezzato dai c

ittadini e dai turisti.
Le alberature presenti davanti all’edificio storico della stazione saranno mantenute, mentre verso sud si poseranno tre nuovi alberi, attualmente sono previsti dei grandi platani, in corrispondenza del grande tappeto urbano, che permetteranno nel tempo un raffrescamento estivo importante per l’utilizzo di questo spazio.
PTB – Piano dei trasporti del Bellinzonese – NODO INTERMODALE ALLA STAZIONE FFS DI BELLINZONA
GRUPPO DI PROGETTAZIONE ORSI & ASSOCIATI / LANDS ARCHITETTURE / STUDIO D’INGEGNERIA FRANCESCOALLIEVI / SM INGEGNERIA SAGL PAG. 16 / 37
Le pensiline sono il nuovo elemento introdotto dal progetto di massima. Hanno un deciso aspetto funzionale, ma diventano anche una caratteristica architettonica importante e vogliono riprendere l’aspetto ingegneristico architettonico della pensilina esistente lungo il binario 1, ma integrandosi in una visione del viaggiare che è contemporanea. Avranno quindi un rivestimento in rame per la parte superiore; rame che è il materiale di rivestimento dei tetti della stazione e con questi stessi tetti, visti dall’alto, dalle colline circostanti e dai castelli, dialogano. Viste dal basso – che è lo sguardo del viaggiatore – si offrono con un rivestimento lucido e ludico, che riflette sia i viaggiatori sia la pavimentazione e si confonde con l’azzurro intenso del cielo spazzato dalle nuvole, come spesso si presenta a Bellinzona che è una delle zone più ventose del cantone Ticino. Un intenso dialogo con la materia dell’architettura e con il suo valore storico culturale.
Sono quindi, decisamente, un elemento architettonico che deve essere realizzato non quale eventuale complemento del risanamento della Stazione, ma come parte integrante del concetto architettonico di tutta l’area del comparto.
Insistiamo su questo aspetto che non deve essere considerato marginale.
La pavimentazione è completamente in dadi di porfido ad eccezione del grande tappeto realizzato con un disegno in pietra locale. Saranno tre/quattro tipi di pietre provenienti da cave e regioni ticinesi (per esempio cave della Leventina, della Rivera, della Val di Blenio, della Val Verzasca e della Vallemaggia, ossia cave del Sopraceneri). Si sono scelte diverse tonalità di grigio, tendenzialmente chiare che verranno posate a correre, impreziosite da una serie di incisioni aventi diverse tessiture.
Queste incisioni nelle pietre, oltre a dare il carattere di tappeto e rendere unica la piazza, hanno anche lo scopo di scalfire la superficie e renderla non scivolosa. Hanno anche lo scopo di rendere le pietre vissute, in modo che il loro carattere sia immediatamente riconoscibile e diventano da subito parte del tessuto della città. Ricordiamo a titolo di esempio, che la città di Bellinzona offre in diversi edifici questo tipo di materialità, non da ultimo proprio in quei castelli che ne hanno fatto un patrimonio dell’Unesco.
Il progetto di massima propone l’eliminazione di ogni barriera architettonica, quali soprattutto i marciapiedi e un solo materiale per disegnare il viale stazione che si trasforma in piazza. Un disegno contemporaneo di pulizia, ma anche una volontà precisa di riportare una spazialità che era quella originaria delle costruzioni ottocentesche.
Gli elementi d’arredo, quali panchine e lampade, ma anche i cestini e la segnaletica sono elementi disegnati con l’architettura della piazza e del viale. Non sono quindi elementi scelti e posizionati in un secondo momento, ma sono un tutt’uno con la spazialità e la percezione architettonica del monumento. Quasi tutti questi elementi saranno collocati in corrispondenza dei pilastri delle pensiline e dei pali dell’illuminazione, in modo da evitare altri punti sparsi sulla piazza.
Aspetto importante che andrà sviluppato nella progettazione definitiva, è l’aspetto illuminotecnico che nel progetto di massima è indicato come schema, ma deve ora trovare conferma nelle scelte definitive.
Tutto il progetto di massima presentato parte quindi da scelte architettoniche che dialogano con quanto esiste ed è in fase di realizzazione, ma dialoga soprattutto con il valore storico culturale di una importante parte della città di Bellinzona.

LE PENSILINE

Un approfondimento tecnico costruttivo è stato fatto sulle pensiline, che come detto nei capitoli precedenti è l’elemento nuovo e fondamentale del progetto di massima presentato.
La costruzione è decisamente semplice e pratica.
Tre pilasti sostengono una copertura. I pilastri possono essere spostati nella loro posizione a dipendenza di quanto si trova come infrastruttura sotto la pavimentazione. Un disegno quindi molto pratico che permette inoltre un’ampia flessibilità e adattabilità delle pensiline.
Un tetto che è una lastra sottile, il più sottile possibile, rivestita in rame nella parte superiore e rivestita con doppia lastra in fibrocemento, intonacata e tinteggiata con vernice metallica lucida.
Come indicato, la volontà progettuale è quella di entrare in relazione con la storia di questa importante parte di città, ma al tempo stesso di mettere i viaggiatori nella condizione di essere in una condizione particolare. Le pensiline diventano un elemento architettonico fondamentale del disegno della nuova piazza, integrato alla tecnica infrastrutturale della stazione.
Ma sono anche una esperienza architettonica, come erano i primi edifici delle stazioni, dove al viaggiare si associava anche l’esperienza della partenza e dell’arrivo.

 

 

Edifici

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