| 15.09.2006 | < | |||
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BIANCO E BIANCO riflessioni attorno a un progetto |
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Il lavoro dell’architetto è quello di modulare lo spazio e il tempo. Infiniti sono i modi per farlo. Le possibilità fisiche e le risorse disponibili sono tuttavia spesso limitate, ma proprio per queste ragioni il ruolo dell’architetto è di straordinaria importanza. Dove prima non c’era nulla, dopo deve esserci l’architettura. Uno spettacolo della creazione intellettuale, al limite del paradosso, tra astrazione e concretezza. Una magia ogni qualvolta un edificio viene realizzato. L’edificio progettato per il terreno di Melano, muove la propria spinta intellettuale da queste considerazioni. Il paesaggio a contorno del progetto è di evocativa bellezza. Il monte Generoso, con rocce visibili nella possente sequenza sedimentaria, la folta zona boschiva che si estende fino al terreno edificabile e la distensiva vista lago sono i punti di riferimento visivi dell’architettura. Il progetto mette quindi in scena, come personaggi di una trama, gli scorsi suggestivi sul paesaggio. È una narrazione di emozioni, di suggestioni visive, di ricordi. Sono i colori del territorio, nelle stagioni e nel tempo della giornata: di giorno e di notte. In lontananza, le luci delle automobili in corsa sull’autostrada, una lunga fila di rosso e di bianco nella notte, i riflessi delle montagne nel lago, i colori del tramonto, le nuvole e il cielo. L’architettura è astrazione, l’edificio è materia viva. In questa ottica si ritmano i tempi del paesaggio con una sequenza di masse murarie intonacate a grana grossa. Masse che si frantumano, che disegnano una composizione astratta, ma con lo scopo di trasmettere un quadro architettonico per vivere emozioni. All’interno dell’involucro di protezione un mondo monocromo, fatto di luce e di bianco. Bianco in svariate tonalità e materiali. Si lavora sul tatto, sull’effetto della materia. Il mobile tecnico, realizzato con molti materiali diversi a seconda della necessità, è il corpo che accompagna l’uomo. Lo guida all’interno degli spazi e del tempo dell’architettura. L’arredamento, con i suoi colori e il suo disegno, appartiene all’uomo. È quanto ha raccolto nel tempo. Quanti ricordi si collegano all’arredamento, ai mobili, alle suppellettili, ai quadri o alle opere d’arte? Immersi in un contesto astratto, questi oggetti diventano personaggi, come il paesaggio. Si innesta un dialogo tra le parti e coloro che abitano l’architettura. Da astrazione a materia. L’architettura è fatta da colui che abita. L’eleganza del bianco deve essere la matrice di un pensiero che coinvolge l’intera opera. La finitura degli elementi varia con il variare delle parti. Lacca, vernice, tinteggi, smalti, tessuti e metalli, … tutte finiture che strutturano la materia, le donano preziosità. È il lavoro dell’artigiano che con cura e pazienza contribuisce alla visione dell’opera. Ma l’architetto lavora al pari dello scienziato, che con tenacia mette assieme il proprio lavoro da laboratorio. Il mobile tecnico si sviluppa dai frammenti che lo compongono. Una architettura al rovescio. Una archeologia del contemporaneo che riporta il lavoro sulle sensazione e sulla materia. Non è una ricerca sul bello, ma il bello è parte del gioco. È il risultato. La stessa regola, gioco sempre diverso. È la materia che disegna la realtà. Non una risposta, ma una possibilità. Una scelta. Una opzione. Materia sempre diversa, palpabile ed evanescente. Ricercata e necessaria. Il progetto è innestato su un principio di tassellazione, di occupazione dello spazio e del tempo. I frammenti che disegnano l’architettura, sono frammenti di pensiero e trovano nella realtà la loro collocazione. Così la casa, così l’architettura, così la città. Il colore è la luce. Il contesto astratto di un edificio bianco, strutturato con la sua materia, permette di utilizzare sistemi di illuminazione con luci colorate. È la ripetizione di un concetto. La parte emotiva deve essere adattata alle circostanze, mutare, cambiare il proprio stato fisico. Attraverso un sistema di colorazione con la luce, gli ambienti si adatteranno allo stato emotivo, agli scenari, da evocare. |
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